III FESTIVAL PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE ASVIS – AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA DI ROMA

di Milvia Rastrelli., Giovanni Esposito

foto di Giovanni Esposito

Care amiche e cari amici de le Mille e una notte, quest’anno la nostra Cooperativa  ha partecipato al Festival dello Sviluppo Sostenibile 2019 organizzato dall’ASviS,  e per l’occasione eravamo presenti all’evento nazionale di lancio tenutosi all’Auditorium Parco della Musica di Roma il 21 maggio 2019.

Giunto alla sua terza edizione il Festival dello Sviluppo Sostenibile è stato selezionato tra le migliaia di iniziative promosse nel Mondo tra le tre migliori dall’ONU.

Il Portavoce dell’Alleanza Sviluppo Sostenibile(ASviS), l’economista e statistico italiano Enrico Giovannini, ha denunciato la situazione di stallo in sede comunitaria sul grande tema, priorità e urgenza di rivedere il modello di sviluppo in senso sostenibile. O si accetta la sfida e, dalle parole di Giovannini, questa formidabile avventura, e si va avanti sulla strada della transizione dal vecchio modello produttivo capitalistico, legato allo sfruttamento intensivo e discriminatorio delle risorse, ad un nuovo modello economico che poggi le sue radici nella coesione sociale, nella responsabilità sociale ed ambientale, in un nuovo patto tra generazioni e tra stati più o meno sviluppati del mondo, oppure si è destinatati a retrocedere con costi che saranno altissimi, come indicano ormai la gran parte degli esperti di varie discipline (fisici, climatologi, agronomi, biologi, economisti e bio-economisti, sociologi, filosofi, ingegneri, architetti, …) del Pianeta.

Giovannini ha illustrato la proposta italiana di creare 5 super-commissari e 17 commissari, uno per ciascun obiettivo dello sviluppo sostenibile inseriti nell’Agenda 2030 ratificata dalle istituzioni europee e da decine di Stati del mondo. 

La presenza del Presidente del Consiglio Prof. Giuseppe Conte, ha rafforzato ed ufficializza la proposta.

Dal canto suo il Governatore della Banca d’Italia, Prof. Ignazio Visco, ha descritto nel dettaglio l’azione propulsiva svolto dall’Istituto  verso l’aumento dei fondi etici e della finanza etica in generale, nel rispetto dei principi del Global Compact sancito in sede ONU.

Si sono susseguiti molti interventi dal palco, tutti interessanti e di ottimo livello, e ciò che ne è emerso è che :

dall’Europa della moneta e dell’unione economica si deve passare a quella sociale e solidaristica rafforzandone e valorizzandone i valori fondativi, integrando tra loro i diversi fondi sociali, sostenendo la formazione lungo l’arco della vita per tutti. In tal senso l’intervento di Irene Khan, dell’Organizzazione Internazionale per lo Sviluppo del Diritto è decisivo nel sottolineare il ruolo strategico a livello mondiale dell’Unione europea quale avamposto dei diritti umani, del benestare e della pace sociale.  

Anche Louka Katseli, Co-presidente della Commissione Indipendente per l’Uguaglianza Sostenibile, ha sottolineato il maggior bisogno di Europa oggi rispetto a ieri per affrontare le grandi sfide del cambiamento climatico, delle migrazioni e dei grandi squilibri economici, inaffrontabili dai singoli Stati. Ai decisori europei si richiede una maggiore visione sul futuro, nonché un grande sforzo di cooperazione attorno ad una strategia di intervento innovativa che richiede un cambiamento nella governance delle istituzioni comunitarie. In tal senso, l’Agenda2030 che è stata ratificata da tutti costituisce un fantastico punto di partenza, sia in termini di principi, sia quanto ad obiettivi programmatici. Alla base di tutto, tre solidi principi: l’empowerment delle persone, dei cittadini europei, la riformulazione del capitalismo, giustizia sociale per tutti e transizione socio-ecologica. Perché socio-ecologica? Perché, ad esempio, gli impatti della rivoluzione tecnologica ed il cambiamento climatico producono effetti ed impatti innanzitutto a livello sociale e, all’opposto, possono essere mitigati ed indirizzati in vari modi, a seconda delle scelte sociali, politiche ed economiche.

Una delle sessioni di maggiore «emotività» è stata quella in cui alcuni giovani hanno presentato le loro iniziative a favore di uno sviluppo dal volto umano, solidaristico e responsabile dal punto di vista ambientale. Come poi riassunto dallo stesso Portavoce dell’Alleanza al termine della giornata, invece di criticare i giovani come Greta Thunberg ed altri, la domanda che ci dovremmo porre è: «siamo di fronte ad un nuovo momento epocale di cambiamento sociale quale fu quello del ’68 del secolo scorso, anch’esso nato dai movimenti studenteschi?”.

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