di Milvia Rastrelli, Giovanni Esposito

Care amiche e cari amici de le Mille e una notte,

Quest’anno la nostra Cooperativa  ha partecipato a ExCo 2019 – the international cooperation expo –l’evento dedicato alla cooperazione internazionale che si e’ tenuto alla Fiera di Roma dal 15 al 17 maggio 2019.

Un evento unico in cui siamo andati ad apprendere progetti, prospettive, idee per uno sviluppo sostenibile insieme a parte dello staff Mille e una notte, impegnato sui progetti europei Erasmus+ CND e FGN.

ExCo 2019 e’ la prima esposizione internazionale della cooperazione internazionale, quest’anno dedicata ai temi dello sviluppo sostenibile e dell’economia ciclica.

Presenti oltre 180 espositori appartenenti al mondo della cooperazione internazionale, le grandi ONG, le regioni italiane, le università, centri di ricerca (es. ENEA), Istituzioni internazionali quali l’ONU, la Commissione europea (DG DEVCO), alcune grandi imprese private che lavorano a livello internazionale ed investono in progetti di sviluppo (es. Enel ed Enel-X), con i loro progetti ed iniziative. Presenti anche alcuni importanti movimenti sociali quali i fridaysforfuture e gli Stati generali delle donne.

Abbiamo seguito sei seminari:

  • Le donne per il clima: Un patto innovativo;
  • Un patto economico e innovativo sul clima;
  • Un patto dei giovani per il clima e l’ambiente;
  • Profit e non-profit dialogue. A useful synergy for sustainable development
  • Education, innovation and development, experiences in the filed between Central America and Africa
  • Impact investing: the challenge of the hybrid social innovation.

Lemma degli eventi seguiti:

“The heart never hurts the Earth” (Il cuore non potrà mai ferire la Terra”).

“Breathe the future” (Respira il futuro!)

“Re-Lean”: circoli di donne che garantiscono l’empowerment femminile. Esiste una chiara relazione tra l’emancipazione femminile e il cambiamento climatico, ad esempio con il controllo delle nascite e/o lo “smart working” che promuove le competenze femminili, e/o le occupazioni agricole a bassa intensità ed impatto (spesso bio) nel sud del mondo (ad es. nell’Africa subsahariana si arriva all’80% di donne agricoltrici). Il cambiamento tecnologico di distruggere manodopera in gran parte femminile, cioè meno qualificata. Esse si trovano di fronte le multinazionali che comprano e/o affittano a medio/lungo termine le terre, artificializzandole, lasciandole, cioè, improduttive per fini di speculazione finanziaria.

 

Presentate molte iniziative con batteri naturali, biotecnologie di comunità basate sulla miniaturizzazione di ciò che la Natura fa già da sola, equità inter e intragenerazionale, di empowerment dei giovani (anche quelli dei FridaysforFuture, il movimento creato da Greta Tunberg) attraverso delle piattaforme di collaborative mapping (es. Mappi(NA), City per fare l’upload delle climate actions (azioni per il clima) e cofinanziati da fondi etici, quali Solange, e/o con crowdfunding. Presentato il trailer del documentario “Controcorrente” realizzato dalla giovane giornalista Claudia Carotenuto con il giovane economista Daniele Giustozzi e tutto realizzato quale esempio di economia circolare: infatti, gli autori hanno fatto piantumare 200 alberi in un bosco di Vercelli a compensazione dell’impronta CO2 emessa (2600 kg).

Passando al tema dei partenariati misti (multi-stakeholder) della maggior parte di bandi della cooperazione internazionale, viene sottolineato quanto si stia assottigliando la linea di demarcazione tra pubblico e privato (es. le grandi fondazioni create dai privati, o, al contrario, il fatto che il capitale pubblico si trovi spesso a dover operare in modo da attrarre i capitali privati e non più o non solo quale soggetto che si assume tutti i rischi). La formula “business as usual” va modificata ed anche i grandi fondi destinati ai soggetti privati dovranno essere soggetti agli stessi criteri di monitoraggio e valutazione dei bandi rivolti   alla società civile.

La delegate della Commissione europea sottolinea come la distinzione tra profit e non profit sia ormai desueta: ad es. Le cooperative Agricole di donne keniane hanno bisogno di realizzare dei profitti per garantirne il sostentamento e per la sostenibilità dell’azione di valorizzazione delle terre e dei prodotti naturali. 

Infine, si sottolinea l’importanza assoluta per i soggetti privati di rispettare i principi del Global Compact ONU che richiamano al rispetto dei diritti umani, dei diritti dei lavoratori, della trasparenza dei fondi impiegati/investiti, ecc. In tre punti:

  1. Agire in modo socialmente ed ambientalmente responsabile, monitorare ed elaborare bilanci di responsabilità sociale;
  2. Mettere in atto tutti i cambiamenti aziendali necessari a ridurre gli impatti (energetici, sulla CO2, );
  3. Attivare azioni di advocacy.

Emerge anche l’esigenza e l’urgenza di rafforzare l’azione di contrasta ai furti incrementali di terre e di identità delle colture originarie (con conseguente perdita di biodiversità) da parte di multinazionali dei paesi più sviluppati. Inoltre, anche da noi, i marchi IGP, DOP, DOC oltre a favorire il benessere e la salute costituiscono, molto spesso, anche un freno al consumo irresponsabile del suolo ed una tutela nei confronti del dissesto idrogeologico. La Coldiretti ha presentato una propria importante petizione – http://www.parma.coldiretti.it/petizione-coldiretti-e-campagna-amica-.aspx?KeyPub=GP_CD_PARMA_HOME%7CCD_PARMA_HOME&Cod_Oggetto=115802490&subskintype=Detail -per avere l’indicazione nell’etichetta dei prodotti di tutti gli ingredienti e della filiera, se corta o no (firmiamo tutti!).

Infine, viene presentato, quale modello socio- economico innovativo (civile) quello dell’innovazione sociale ibrida, cioè di quei modelli economici che promuovono il senso della vita, la generatività dei territori (e al loro interno delle persone e dei gruppi sociali) e il benessere (lo stare bene).

Gli economisti dell’Università di Tor Vergata coordinatori dell’ultimo seminario seguito, Proff. Leonardo Becchetti e Luigi Corvo, spiegano che la qualità delle idee è la base dei sistemi economici del Terzo millennio, non il profitto, e che questa scarseggia al momento sul lato dell’offerta da parte delle imprese, laddove essa abbonda sul versante sociale, delle persone, dei cittadini, dei movimenti sociali.

 

Al fine di stimolare la qualità va potenziata la nostra azione quali consumatori per influenzare le aziende e i produttori di beni e servizi. Due iniziative di pregio sono in corso:

  • “Eye on buy”: le imprese si autovalutano, i cittadini-consumatori le valutano e dalla comparazione tra le due valutazioni si ottiene la valutazione finale;
  • La seconda, nata in Francia, “la marca del consumatore” sull’esempio del latte, sul costo che dovrebbero avere i prodotti caseari e sulle caratteristiche di qualità (e di basso impatto ambientale).

foto dal sito https://www.exco2019.com 

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